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Leo Franceschi

Leo Franceschi nasce nel 1974 a Mestre (Venezia), Italia.
Si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1999. Attualmente vive e lavora a Spinea.

Nel suo percorso artistico, dal 2008 ha avviato un’indagine sul quadrato come elemento fondamentale della pittura e della percezione dello spazio. La sua ricerca è partita dall’opera Quadrato oro (Scala di proporzioni) e si è sviluppata attraverso una riflessione sulla natura del supporto pittorico. Perché si sceglie una forma quadrangolare? Qual è il rapporto tra l’opera e la sua superficie? Il quadrato, presente nelle piante delle antiche città, nelle basi delle piramidi, nei libri, nei quadri e nei pixel, diventa per Franceschi un simbolo di memoria, ordine e struttura. Nei suoi lavori, il contenitore stesso si trasforma in soggetto pittorico, evidenziando il legame tra forma e contenuto.

Dal 2017, questa ricerca si è ampliata con il ciclo pittorico dei Terremoti, in cui la forma quadrata viene messa in crisi e decostruita. Un episodio significativo di questa fase si è verificato dopo il terremoto dell’Aquila: non trovando una sede espositiva disponibile, Franceschi ha esposto le sue opere sul tema dei terremoti all’interno di un’auto, parcheggiandola nel centro di Mestre, come se anche i suoi quadri fossero “sfollati” e privi di una dimora stabile.

Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia, tra cui:
Tese di San Cristoforo, Arsenale di Venezia
Serra dei Giardini, Venezia
Centro Culturale Candiani, Mestre Venezia
Associazione Culturale Trasparenze, Mestre Venezia
S.a.L.E. Docks, Magazzini del Sale, Venezia

Il suo lavoro si distingue per una continua riflessione sul rapporto tra pittura, spazio e memoria, in un equilibrio tra costruzione e decostruzione della forma.

Opere esposte a Mostrascambio e Fiera Motori
12-13 aprile 2025

Colonna gialla
Acrilico su tela
70x100 cm
2022
Descrizione: Opera del mio percorso citazionista, Colonna gialla ribalta il significato della segnaletica stradale orizzontale, trasformandola in un elemento verticale. La linea gialla, delicata e atmosferica, si sovrappone a una pittura grigia trascinata, evocando la struttura delle nature morte ma ridotta all’essenzialità del minimalismo pittorico. Le tonalità rimandano a Giorgio Morandi, dove il colore si mescola alla polvere, e alla Tempesta di Giorgione, richiamando il paesaggio di Padova e il mio percorso di studi alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.
Il pendolo di Galileo
Acrilico su tela
70x100 cm
2022
Descrizione: è un omaggio a Padova, città in cui insegnò Galileo Galilei, e a mia zia Ennia Melato, cuoca e insegnante appassionata, che raccontava la storia del cibo come parte del movimento e del tempo. Il dipinto, quasi monocromo, accenna al pendolo immerso nel buio, evocando sospensione e equilibrio. Fa parte di una serie di quadri fratelli, opere concepite in dialogo tra loro, che esplorano la dualità e la relazione tra simmetria e contrasto.

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